Tra sicurezza e intercettazioni
Il prudente Fini sbroglia il groviglio parlamentare tra Pdl e Lega nord
Il testo sulle intercettazioni sarà approvato dalla Camera (con la fiducia) probabilmente tra due settimane. Se la maggioranza sembra uscita da un’impasse durata diversi mesi lo si deve anche a Gianfranco Fini. Il presidente della Camera impersonerà pure la “fronda dei diritti” sull’immigrazione e sarà anche vero che con Silvio Berlusconi si tengono il muso (chissà), ma sulle cose che contano alla fine il presidente si dimostra un politico accorto e prudente.

Il testo sulle intercettazioni sarà approvato dalla Camera (con la fiducia) probabilmente tra due settimane. Se la maggioranza sembra uscita da un’impasse durata diversi mesi lo si deve anche a Gianfranco Fini. Il presidente della Camera impersonerà pure la “fronda dei diritti” sull’immigrazione e sarà anche vero che con Silvio Berlusconi si tengono il muso (chissà), ma sulle cose che contano alla fine il presidente si dimostra un politico accorto e prudente. Sulle intercettazioni, in privato, Fini ha più volte auspicato “una stretta sul gossip incivile” accompagnando tuttavia queste parole con perplessità attorno al rischio di compromettere, con interventi affrettati, l’impegno contro la criminalità organizzata. Ma l’accordo è chiuso, ora si tratta soltanto di redigere alcuni correttivi che riguardano la dicitura sugli indizi di colpevolezza (“evidenti”) e forse – notizia – l’introduzione di alcune eccezioni: sui reati legati, anche indirettamente, agli interessi mafiosi non sarebbe valido il limite temporale di 45 giorni per gli ascolti.
Il destino del ddl sicurezza da oggi al voto e il destino del ddl intercettazioni sono stati infatti decisi contestualmente attraverso un accordo complessivo che ha visto le posizioni del presidente della Camera prevalere. E’ stato lui a ottenere dalla Lega lo stralcio delle norme “irragionevoli” sulla sicurezza provocandone il “sì” sulle intercettazioni ed è stato sempre lui a ottenere, attraverso Giulia Bongiorno, il placet del Guardasigilli, Angelino Alfano, e del sottosegretario Giacomo Caliendo agli emendamenti (ancora non ufficiali) che saranno discussi la settimana prossima. Tanto che nei giochi interni alla coalizione l’influenza di Fini sta riequilbrando il rapporto con la Lega a vantaggio del programma di governo berlusconiano. Perché – notano nel Pdl –, se è vero che il ddl intercettazioni non sarà esattamente come previsto, resta pur sempre un fatto che, prima delle ritrosie di Fini sul ddl sicurezza, le intercettazioni care a Berlusconi non riuscivano a imporsi sulle perplessità tattiche della Lega.